Scrivi per… l’Amore

scriviper

Scrivi per… l’amore.

Non voglio nascondermi: è sulla falsa riga del “Pray for…” che troppo spesso leggiamo su qualsiasi social.
E sarò onesta: ho delle difficoltà a esprimermi quando succedono tragedie nel mondo. Mi mancano le parole per dire la mia. Leggo opinioni, leggo articoli, leggo storie… e l’ansia, l’angoscia, la tristezza crescono, ma le parole rimangono mute.

La scrittura mi aiuta. Mi aiuta a prendere matassa di negatività, di lacrime interiori, di respiri che non rilassano, e a iniziare a districarla. Faccio parlare i miei personaggi. Li interrogo e li faccio riflettere, o li faccio agire. Piangono, si stringono, rimangono, se ne vanno.
Poi mi capita di leggere storie di altre persone. Tributi, pensieri. O anche semplici storie che però trattano l’argomento. Altri punti di vista, altri personaggi. Mi rimangono impresse certe parole, certi discorsi.
È questo che fa la scrittura, mette nero su bianco. Racconta emozioni, sconfigge demoni su carta, innalza sentimenti, ci fa sognare, ragionare e sperare.
E anche un po’ cambiare.

‪#‎WriteForLove‬ o ‪#‎ScriviPerAmore‬ si può dire una mera raccolta di prompt. Se volete linkarla, condividerla, taggarla, ripostarla, come volete.
Il solo scopo è quello di parlare dell’amore e dei suoi gesti, le sue forme, i suoi colori, di chiunque abbia un cuore.
Non smettete mai di scrivere, perché anche scrivere significa amare un po’, no?

Problemi con le Fanfiction

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(Liberamente tradotto da qui)

La Quest prevede un Dungeon composto da cunicoli tappezzati di fanfiction senza criteri selettivi, dai ratings e avvertimenti più vari, con introduzioni ingannevoli e forvianti, personaggi “a sorpresa” e peggio ancora… la data dell’ultimo aggiornamento. Tu-tum.

Cominciamo dall’entroterra.
La mia fanfiction preferita è inconclusa da anni.
Conta un numero di capitoli che messi insieme farebbero concorrenza alla saga di Harry Potter e la amo come fosse il mio libro preferito. Il bello è che è così lunga che tocca per gradi ognuno dei punti qui sopra, e questo la rende ai miei occhi ancora più preziosa, perché dietro c’è la crescita del fanwriter stesso.

Proseguiamo verso Ovest. Ricordo una volta quando mi capitò una fanfic su Devil May Cry che mi prese come se Dante stesso mi fosse corso in contro travolgendomi. C’era una trama contorta e appassionante, piena di misteri e a tratti un po’ horror. La caratterizzazione non era male, anche per gli Original Characters.
I verbi poi erano da brivido profondo. La Consecutio Temporum, questa cosa che non è né Stargate né la bocca dell’Inferno, era sconosciuta. Tipo, non lo so, Atlantide. Un mito.

Di recente invece trovo più storie sul versante Est: buon IC, grammatica senza grandi impicci… trama che niente, va. Inizia, finisce. Il climax è un dramma da manuale che si risolve seguendo le briciole di Pollicino… Sono piacevoli, ci si passa una serata, ma non rimane molto da ricordare.

Sul lato Nord dello schema invece ho qualche difficoltà. Sono pignola, in maniera direi velenosa, riguardo la caratterizzazione. Anche se la trama è interessante e il testo scorre pulito, uno Zoro che si fa pensieri smielati o paranoie gratuite dà vita breve alla mia lettura. Amen.

Negli anni il mio gusto nelle letture è diventato particolarmente selettivo: se l’intro comincia con “Un mistero misterioso…” il mio occhio cade sul titolo seguente in automatico.
No scherzo. Leggo tutto il riassuntino; un criceto da qualche parte nella mia testa vota “Sì” contro l’opinione degli altri; entro, leggo tre righe, il suddetto cricetino viene imbavagliato, chiuso in un ripostiglio e si torna in caccia.

Di contro, ammetto che se il momento di fangirlaggine mi assale, magari alla fine di una serie, mi ritrovo affamata di un qualsiasi tipo di proseguo, missing moment, ecc… Gli avvertimenti sono bruscoletti, le tematiche manco le calcolo. Rating? Ma per piacere.
Il rastrello stringe i denti e fagocito un po’ di tutto. Con un po’ di gastrite a seguire, ma con milioni di feels che paiono un barattolo di codette caduto su una ciambella fresca di glassa, se trovo quel che cerco.
E questa volta, per il mio hype del momento (Haikyuu!!), mi ritengo soddisfatta di quello che sto trovando. *burp*

La vostra esperienza?
Come riassumereste il grafico secondo quanto successo?
E le vostre fanfiction toccano qualcuno di questi problemi?

 

Perché?

Perché ci piace scrivere, che siano originali o fanfiction, drabble o long, what if o AU.

Ma quando iniziamo, un buon 98% di noi si getta nel vuoto e basta, dà tutto se stesso alla necessità impellente di urlare: “EHI! Questa è la mia fantasia! Questa è la mia fanfiction!“.
E nel 90% dei casi, dopo qualche tempo, quando andremo a rileggere, ci prenderà una sincope per quello che avevamo pubblicato. Amen.
Bene o male, ci siamo passati tutti tra dialoghi a copione, orrori grammaticali, caratteri all’oca giuliva, Mary Sue che vedono e prevedono, azioni che neanche Matrix, parole usate per il suono e non per il significato, e amenità simili.
Mai smettere di scrivere, questa è una buona prima regola. Just write. Semplicemente, scrivi.
Se scrivessi però con criterio, con cognizione di causa, sapendo che cosa stai mettendo giù, che “necrofilia” non è un poetico modo di dire “amante della morte”, ma è una deviazione sessuale, che i letti non si “inarcano” sotto il peso di qualcuno [mera fisica!]; o ancora che un personaggio per essere credibile non è fatto solo di parole pungenti, background più neri del nero o di romanticherie gratuite, ma ha una storia fatta di passato, abitudini, attitudini e sogni… una trama può essere semplice, con un climax minimo, delicata come una carezza che però rimane nel cuore del lettore; puoi provare a descrivere il delitto perfetto con un po’ di arguzia e San Google alla mano per qualsiasi dubbio, e non un caso risolto da un Deus Ex Machina; o un fantasy, perché no? Draghi? Draghi! Elfi? Elfi! Super poteri cosmici? Magari ne parliamo un attimo… se scrivessi sapendo cosa stai facendo, sarebbe tutta un’altra storia.
Puoi fare di tutto con la scrittura. Puoi inventare, approfondire, esplorare, uccidere, soffrire, gioire, regalare e rendere un pezzo del tuo mondo indimenticabile.
Non ci sono regole che non possano essere infrante.

« … grammar nazi all’orizzonte, capitano! »

Questo non significa però che, senza una base, ci si possa improvvisare fuorilegge (lo dice la parola stessa!). In realtà qualcuno potrebbe obiettare di sì, ma vi assicuro che il risultato di una bella storia spazza via le fyccine come l’uragano si portò via la casa di Dorothy. Dà molta più soddisfazione. Crea mondi, crea sentimenti, crea persone.

Fanwriter.it è – sarà – un sito/blog per scrittori amatoriali, per autori di fandom, per curiosi e per chi non può fare a meno dell’ars scribendi.
Vorrei proporvi materiale per costruire le fondamenta della vostra storia, per arredare le vostre descrizioni e per aggiungere quel sapore speziato al plot a cui volete dare forma di parole. Vi annoierò con annotazioni grammaticali (io stessa, però, farò degli errori… la caccia alle streghe è sempre aperta), con citazioni d’autore, con i classici link utili e via dicendo.
Vorrei raccogliere qui anche un bel calendario degli eventi del mondo delle fanfiction, le challenge su Livejournal e altrove; listare prompt e creare un generatore randomico dei suddetti… tutto in italiano!
La verità è che là fuori, nella giungla di Tumblr, di Pinterest, di Google stesso, si annidano trilioni di risorse per autori… in inglese. E diciamocelo… in lingua nostrana sarebbero più utili ;)

Concludo questa breve presentazioni, poco più di una flashfic, per richiedere il vostro aiuto: se qualcuno fosse interessato a proporsi come traduttore e adattatore di suddette risorse anglofone, volesse scrivere articoli inerenti gli argomenti del blog, dare una mano in qualche maniera, scrivetemi! Qui o sulla pagina Facebook!

Che l’ispirazione sia con voi!

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