Perché?

Perché ci piace scrivere, che siano originali o fanfiction, drabble o long, what if o AU.

Ma quando iniziamo, un buon 98% di noi si getta nel vuoto e basta, dà tutto se stesso alla necessità impellente di urlare: “EHI! Questa è la mia fantasia! Questa è la mia fanfiction!“.
E nel 90% dei casi, dopo qualche tempo, quando andremo a rileggere, ci prenderà una sincope per quello che avevamo pubblicato. Amen.
Bene o male, ci siamo passati tutti tra dialoghi a copione, orrori grammaticali, caratteri all’oca giuliva, Mary Sue che vedono e prevedono, azioni che neanche Matrix, parole usate per il suono e non per il significato, e amenità simili.
Mai smettere di scrivere, questa è una buona prima regola. Just write. Semplicemente, scrivi.
Se scrivessi però con criterio, con cognizione di causa, sapendo che cosa stai mettendo giù, che “necrofilia” non è un poetico modo di dire “amante della morte”, ma è una deviazione sessuale, che i letti non si “inarcano” sotto il peso di qualcuno [mera fisica!]; o ancora che un personaggio per essere credibile non è fatto solo di parole pungenti, background più neri del nero o di romanticherie gratuite, ma ha una storia fatta di passato, abitudini, attitudini e sogni… una trama può essere semplice, con un climax minimo, delicata come una carezza che però rimane nel cuore del lettore; puoi provare a descrivere il delitto perfetto con un po’ di arguzia e San Google alla mano per qualsiasi dubbio, e non un caso risolto da un Deus Ex Machina; o un fantasy, perché no? Draghi? Draghi! Elfi? Elfi! Super poteri cosmici? Magari ne parliamo un attimo… se scrivessi sapendo cosa stai facendo, sarebbe tutta un’altra storia.
Puoi fare di tutto con la scrittura. Puoi inventare, approfondire, esplorare, uccidere, soffrire, gioire, regalare e rendere un pezzo del tuo mondo indimenticabile.
Non ci sono regole che non possano essere infrante.

« … grammar nazi all’orizzonte, capitano! »

Questo non significa però che, senza una base, ci si possa improvvisare fuorilegge (lo dice la parola stessa!). In realtà qualcuno potrebbe obiettare di sì, ma vi assicuro che il risultato di una bella storia spazza via le fyccine come l’uragano si portò via la casa di Dorothy. Dà molta più soddisfazione. Crea mondi, crea sentimenti, crea persone.

Fanwriter.it è – sarà – un sito/blog per scrittori amatoriali, per autori di fandom, per curiosi e per chi non può fare a meno dell’ars scribendi.
Vorrei proporvi materiale per costruire le fondamenta della vostra storia, per arredare le vostre descrizioni e per aggiungere quel sapore speziato al plot a cui volete dare forma di parole. Vi annoierò con annotazioni grammaticali (io stessa, però, farò degli errori… la caccia alle streghe è sempre aperta), con citazioni d’autore, con i classici link utili e via dicendo.
Vorrei raccogliere qui anche un bel calendario degli eventi del mondo delle fanfiction, le challenge su Livejournal e altrove; listare prompt e creare un generatore randomico dei suddetti… tutto in italiano!
La verità è che là fuori, nella giungla di Tumblr, di Pinterest, di Google stesso, si annidano trilioni di risorse per autori… in inglese. E diciamocelo… in lingua nostrana sarebbero più utili 😉

Concludo questa breve presentazioni, poco più di una flashfic, per richiedere il vostro aiuto: se qualcuno fosse interessato a proporsi come traduttore e adattatore di suddette risorse anglofone, volesse scrivere articoli inerenti gli argomenti del blog, dare una mano in qualche maniera, scrivetemi! Qui o sulla pagina Facebook!

Che l’ispirazione sia con voi!

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