Guida di supporto al NaNoWriMo

Domanda di rito: quanti di voi conoscono questa iniziativa?

Almeno per sentito dire penso in tanti! Il NaNoWriMo è l’Inktober degli scrittori, è quel mese di corse, imprecazioni, soddisfazioni personali e fiumi di parole che coprono tutta la penultima parte dell’anno. C’è solo una parola d’ordine: scrivere.

Shichan, fanwriter di cui vi invito a conoscere le storie, ha scritto questa guida introduttiva al NaNoWriMo a seguito della sua esperienza, pronta a ripartecipare anche quest’anno.

Non importa che per il NaNoWriMo tiriate fuori il romanzo della vostra vita o scriviate venti fanfiction: tutto fa numero, tutto fa parola! L’importante, davvero, è solo scrivere…

e divertirsi 😉


 

A PROPOSITO DEL NANOWRIMO

Il NaNoWriMo (National Novel Writing Month) è un’iniziativa che nasce in ambito anglofono e in cui ci si impegna – con se stessi – a scrivere 50.000 parole (il traguardo base, ma si può scrivere anche di più se si vuole e si è abbastanza ispirati) in un mese di tempo, ossia dall’1 al 30 Novembre. Organizzato più che bene su piattaforma online ( https://nanowrimo.org/ ), prendervi parte è facile non solo dai primi passi ma anche per tutto il proprio percorso. A seguito della semplice iscrizione, ci si trova infatti guidati passo dopo passo: dal modo in cui annunciare la propria storia, ai forum, al NaNo Prep (una vera e propria preparazione in vista del mese più impegnativo dell’anno) e finendo con un supporto che scalda il cuore.
Se l’aspetto “tecnico” dell’iniziativa è la parte semplice e quasi scontata, a colpire davvero è la rete di utenza che si crea. Andando nello specifico, la comunità italiana si articola partendo dagli ML (Municipal Liaison), più semplicemente gli “amministratori” a cui fa capo ogni region (nel nostro caso, l’Italia), fino a snodarsi non soltanto tra iniziative di tutor, forum del sito e in qualche fortuito caso write-in (veri e propri incontri di scrittura) virtuali e non, ma comprendendo anche da due anni a questa parte un gruppo facebook ( clicca qui! ) dove tutti i partecipanti – ma anche chi per quest’anno ha deciso di lasciare la penna a riposo – scambiano idee, informazioni sui propri scritti, tecniche, link utili e chi più ne ha più ne metta. Un vero e proprio punto di riferimento e di ritrovo di chi ha un obiettivo comune: raccontare qualcosa.

 

GUIDA ALLA SOPRAVVIVENZA


Di domande, per chi al NaNoWriMo non ha mai partecipato, ce ne sono tantissime. Visto che la cifra di 50k di parole spaventa a colpo d’occhio, però, una delle prime che si pongono ai “veterani” è: quant’è l’impegno giornaliero per assicurarsi il raggiungimento dell’obiettivo? 1600 parole e spiccioli, come si suol dire. Quanto al cosa scrivere, spesso oggetto di dubbio amletico per chi si cimenta nell’impresa – ma non solo -, la possibilità di scelta non ha limiti: c’è chi sfrutta quei trenta giorni per darsi la spinta a cominciare il romanzo nel cassetto, chi opta per una raccolta di racconti, ma il progetto originale non è l’unica via. Niente vieta a chi partecipa al NaNoWriMo di farlo con quella longfic che proprio non si aveva tempo di scrivere fino a oggi, o di sommare tutte quelle idee per oneshot su oneshot che si tenevano da parte in attesa del momento giusto. Novembre è quel momento perfetto che si pensa non arrivi mai.
Ma il vero, spaventoso interrogativo è: posso farcela persino io? La risposta è sì.



DA DOVE COMINCIO CON I PREPARATIVI?


In genere Ottobre è il mese dei preparativi, ma non è una regola scritta da nessuna parte: potete avere una storia in testa da quando avevate undici anni e decidere di scriverla ora, a questo NaNo, che ne avete trenta. C’è un solo punto importante che la vostra storia deve rispettare: entusiasmarvi. Essere quel tipo di storia che non vedete l’ora di cominciare a raccontare. Tutto il resto è qualcosa su cui si può lavorare dopo.
I preparativi sono diversi da scrittore a scrittore: se siete planners (ossia la vostra vita non va avanti se non avete tutto organizzato nel dettaglio), è probabile userete il tempo antecedente al NaNo per definire la trama nei particolari, la suddivisione dei capitoli, i loro titoli, le caratteristiche dei vostri personaggi e così via. Se siete dei pantsers (e vivete nell’improvvisazione) potreste avere oggettivamente meno cose di cui occuparvi. La cosa divertente? Potete essere planners un anno e pantsers l’anno dopo, perché la cosa può dipendere dalla storia, dalla vostra voglia, dal momento: la mia storia del 2015 era pianificata persino nelle virgole; quest’anno ho solo la trama generale. Non è un problema e, se proprio vi troverete male nella scelta, potrete cambiare ancora in corso d’opera perdendo una giornata a pianificare e recuperando quella dopo, oppure lanciare per aria i vostri schemi e andare a braccio.
Eh ma se non ho un titolo quando devo annunciare la mia storia? E se non mi sento in grado? E se ho l’ansia da prestazione? E se…?”: il tuo titolo potrà essere modificato mille volte. Quando al resto, sei sicuramente in grado. Fidati.


IL NANO HA DELLE REGOLE PRECISE?


Le uniche “regole” dell’iniziativa sono quelle non scritte, quelle a cui nessuno pensa perché gli scrittori – in genere – sono persone con un profondo masochismo intellettuale che li obbliga alla ricerca della perfezione anche nelle virgole. Diamoci qualche consiglio, dunque.

  1.  Durante il NaNo NON SI RILEGGE
    Il lavoro di editing e limatura che tutti facciamo mentre scriviamo non si può fare, quando il tuo obiettivo in 30 giorni è scrivere più parole di quante ne scriveresti in sei mesi. Si deve entrare nell’ottica che rileggere è una perdita di tempo. Lo so che questo pensiero fa accapponare la pelle di molti, ma la verità è che per tutto il lavoro di editing ci sarà tempo negli altri undici mesi dell’anno. Ora no. Novembre è il mese della scrittura pura e semplice. Per imprecare su utilizzi impropri della punteggiatura, ripetizioni, oscenità, buchi di trama, moquette che cambiano colore da un capitolo all’altro ci sarà tempo. Durante il NaNo: SCRIVI.

  2. Non arriverò mai a 50k? Chi se ne frega.
    Molti vivono l’iniziativa nell’ottica del fallimento se non si arriva a 50.000 parole o più. Ma la verità è che quando a fine mese sono lì a fissare le mie, non so, 10.000 parole pensare al fallimento è sbagliato. Non ho scritto solo 10.000 parole. Ho scritto addirittura 10.000 parole. Una quantità che a noi sembra un giudice crudele della nostra inettitudine e che, invece, dovrebbe essere il fiore all’occhiello: quelle parole che siamo riusciti a buttare giù sono un enorme passo avanti nel completamento di una storia. Il NaNo è uno sprint verso il traguardo, non il traguardo stesso. Basti pensare che anche chi arriva a 50k non per forza scrive la parola “fine” della sua storia.

  3. Ma quindi chi vince, al NaNoWriMo? Tutti.
    E’ vero che i winners in senso stretto sono quelli che sfondano la barriera delle 50k, ma va considerato che si tratta di un obiettivo indicativo. La verità è che il NaNo non è una gara con gli altri scrittori, ma una gara con se stessi. Non c’è niente di più appagante dell’arrivare alla fine di Novembre e guardare quanto si è scritto, sapendo di aver fatto del proprio meglio. E se il mio meglio è 5.000 parole, va bene comunque. Bisogna imparare a voler bene all’impegno che si è profuso per trenta giorni in cui la vita non si ferma e va avanti. Bisogna imparare a pensare: “ho lavorato tutto il mese, ho avuto gli esami, ho avuto gli amici/la famiglia e nonostante questo ho scritto”. Il NaNo è un’iniziativa piena di supporto tra gli scrittori che vi partecipano, fatta di condivisione di una passione e di un obiettivo comuni. Quel “50.000” che fa tanta paura, e fa sentire tanto inadeguati quando non ci si arriva, è solo un numero. Poteva essere qualsiasi altra cifra, è solo un modo per darsi un ritmo, non un’accusa se alla fine dei giochi non si è arrivati precisamente lì. L’importante è partecipare perché partecipando hai già vinto.


MA QUINDI ALLA FINE?


Alla fine il punto è che non importa se il tuo stile è semplice come la lista della spesa o così complesso da necessitare mille revisioni per essere perfetto. Potrai dare alla tua storia la forma perfetta dopo, quando tutto quello che avevi da raccontare sarà nero su bianco. Nel frattempo, per il mese di Novembre devi preoccuparti solo di due cose: racconta la tua storia e divertiti nel farlo.
Per tutto il resto c’è tempo e la disperazione dei tuoi colleghi a darti il coraggio che hai perso per strada perché, e non saresti uno scrittore altrimenti, “la mia storia fa schifo”.

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2 pensieri su “Guida di supporto al NaNoWriMo

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