Piccolo Manuale del Fanwriter Crocerossina

Yellow Canadair torna su questi lidi portandoci un articolo dedicato a uno dei suoi argomenti preferiti: la sofferenza fisica dei personaggi. Yellow adora raccontare e informarsi sul come rendere al meglio ferite, contusioni, perforazioni da arma e quant’altro e si è proposta di intervistare la Sdottoressa per noi!

Buona lettura!


 

Come uccidere (e curare) con scientifico amore i propri personaggi! ♥

Sangue che zampilla? Ossa che si frantumano? Personaggi comatosi, in ipotermia, paralizzati, annegati, appestati? Oppure pazienti guariti in maniera miracolosa, in grado di correre e saltare dopo un volo dall’elicottero senza paracadute? Cari scrittori, da oggi potrete torturare i vostri personaggi in maniera deontologicamente corretta!

Ficcare i propri personaggi in disgrazie allucinanti è una delizia per molti scrittori, ma l’hurt/comfort può nascondere delle insidie legate all’ambito strettamente medico; d’altro canto, le complicazioni cliniche sono dietro l’angolo e possono diventare una fonte inaspettata di situazioni romantiche, tragiche, svolte di trama, ma spesso vengono tralasciate.

Abbiamo con noi la Sdottoressa, lettrice di fanfiction e studentessa in medicina, che senza annoiarci ci prescriverà alcune “pillole”, consigli affinché nelle nostre storie i personaggi soffrano in maniera realistica!

E per farlo useremo dei meravigliosi (lol, no) personaggi: Hilda, Rufus e Gillo.

!!!QUESTO NON È UN MANUALE DI PRIMO SOCCORSO per la vita reale!!!

Viene scritto da fanwriter per fanwriter a scopo di illustrare le principali tecniche di soccorso al fine di SCRIVERE STORIE DI FANTASIA.

NON PROVATECI A CASA

In caso di emergenze, chiamate il 118.

 

Introduzione

Di fandom in fandom: quanto l’ambientazione influisce sulla medicina.

Prima di scrivere di qualsiasi disgrazia, bisogna rendersi conto dell’ambientazione in cui intendiamo muoverci: un pugno sul naso in Sex & The City fa più male di un pugno sul naso in One Piece, anche se il pugno viene sferrato con la stessa identica forza. Questo perché la percezione della violenza nelle due opere è diversa, e così le conseguenze: un pugno sul naso sferrato a Carrie può avere conseguenze quali rottura dei vasi ed epistassi, frattura del setto nasale, dello zigomo o dell’etmoide, e viaggio in ospedale a sirene spiegate. Se un personaggio di One Piece prende un semplice pugno, nelle dovute circostanze può risultare addirittura comico, oppure è semplicemente il primo di una lunga lista ed è meglio levarsi da mezzo perché sta per cominciare una rissa.

Il contesto è dunque fondamentale: molti telefilm sono ambientati nel mondo reale, quindi i personaggi sono più fragili; viceversa, negli anime di combattimento di solito sono più coriacei e in grado di sopravvivere a catastrofi nucleari.

E ora cominciamo con le situazioni-cliché!

 

1. Suturare le ferite

Hilda e Rufus camminano mano nella mano romanticamente; all’improvviso un pazzo con la motosega li aggredisce e Rufus viene ferito. Il pazzo fugge e Rufus è a terra in un mare di sangue. Hilda decide di suturare le ferite di Rufus.

Cara Hilda, suturare le ferite non è roba da poco e speriamo che le tue manine siano ben ferme (e pulite). La sutura funziona un po’ come ricucire due lembi di stoffa, solo che invece della stoffa c’è della tenera pelle rosea.

a)   La cosa migliore sono i punti di sutura, dati usando il filo chirurgico. Il filo chirurgico è contenuto in tutte le valigette del pronto soccorso, averne una nella storia può essere una soluzione molto utile (e solitamente è molto amata dai personaggi). Il filo può essere cucito a mano, nella migliore tradizione sartoriale italiana, oppure dato con la suturatrice automatica, un aggeggio somigliante  a una spillatrice da cartoleria.

In alternativa al filo, ci sono i punti adesivi (nome tecnico “steri-strip”) che si incollano tra i due lembi di pelle e li avvicinano, favorendo la loro cicatrizzazione. Di solito si usano per ferite medio-superficiali e su tessuti non sottoposti a tensioni eccessive, come i tessuti del volto.

b)   Se non si ha il filo chirurgico, meglio NON usare quello della nonna nella scatola dei biscotti danesi, altrimenti il rischio di infezione è altissimo.

c)   Metodo funzionante e sperimentato da personaggi del calibro di Sandokan è la cauterizzazione: fa malissimo ma funziona; il calore infatti riesce a chiudere i vasi sanguigni tranciati. In mancanza di sale operatorie si può usare un coltello disinfettato e arroventato.

d)   Di preferenza, si cauterizzano i vasi interni e si ricuce l’epidermide. Due pacche sulla spalla e Rufus potrà tornare a… beh non proprio a correre e saltare, ma per il momento è salvo.

e)   Hilda, hai fatto la crocerossina ma adesso porta il povero Rufus all’ospedale!

 

2. La ferita che non ti aspetti

Hilda e Rufus hanno camminato per giorni e adesso Rufus si accorge che Hilda è sofferente e febbricitante: la spoglia e scopre che è rimasta ferita dall’ultimo combattimento, e la ferita ha fatto infezione. Che fare?

Innanzitutto Hilda va sgridata: una ferita, specie se grave, non va trascurata se no s’infetta, e poi è peggio. Ma ovviamente non c’è hurt/comfort senza un po’ di sano angst, quindi…

a)   Servono degli antibiotici, subito. Sperando che Hilda sia ancora cosciente per inghiottirli.

b)   Pulire la ferita e suturarla.

c)   Rendersi conto che il problema non è tanto la ferita, ma le tossine in circolo.

d)   Bisogna avere accesso a medicine, o a qualcosa di alternativo. Se Hilda non viene ricoverato rischia seriamente di morire. Avete uno sciamano, un chirurgo, un guaritore nella vostra storia? È il momento giusto per farlo arrivare.

e)   Far scendere la febbre Hilda: a questo punto sarà febbricitante, avrà tremori, e capirà poco e niente di quello che gli accade attorno. Toglietele i vestiti di troppo (Rufus sognava da una vita di farlo) bagnatela con acqua fredda (anche doccia o bagno vanno bene), datele da bere, fatele passare sulla fronte le pezze bagnate e strizzate (che fanno sempre bene alla ship, oltre che al paziente), mettetela se possibile in una stanza fresca, o dove passa l’aria. Quando la temperatura scenderà, il paziente suderà: occhio a non fargli prendere freddo!

f)    Se Hilda è fortunata e il suo autore la farà ricoverare in ospedale, le verrà fatta una profilassi di cortisoni e antibiotici. Oppure verrà salvata dallo sciamano di turno che le farà impacchi su impacchi di erbe mediche, magie curative, o quel che c’è nell’ambientazione.

g)   Se Hilda NON è fortunata, sarà troppo debilitata e nemmeno un medico potrà salvarla, quindi BENVENUTA SETTICEMIA: Hilda è morta!

 

3. Gente svenuta

Oh, no! Rufus ha trovato il suo migliore amico Gillo svenuto in mezzo alla strada. Intorno non c’è nessuno. Gillo è pallidissimo! Come si deve comportare Rufus? Fermo, Rufus, niente panico!

a)   Chiamare il 118, il 911, il Telefono Azzurro o chiunque nella vostra ambientazione si occupi di soccorso.

b)   Non muovete Gillo! Forse ha dei traumi interni e muovendolo si rischia di far peggio: aspettare la barella.

c)   Nel caso in cui Gillo rischi di essere investito da un TIR, ucciso da dei cacciatori di taglie, mangiato dalle formiche rosse et similia, allora Rufus potrà spostarlo, perché seriamente in pericolo.

d)   Controllare il respiro: se non c’è, è il momento della respirazione bocca a bocca. Può essere fatta nella maniera classica, facendo combaciare le labbra di Rufus con quelle di Gillo e facendo insufflare l’aria dal soccorritore al soccorso, oppure con l’ambu: è una mascherina di gomma presente nei kit di pronto soccorso, una sorta di pompetta di gomma che soffia aria. È preferibile quest’ultima, perché usa aria pulita mentre il metodo classico fa insufflare molta anidride carbonica, ma chi siamo noi per ostacolare una ship?

e)   Controllare il battito cardiaco: se non c’è, bisogna praticare il massaggio cardiaco. La controindicazione è che si rischia di fratturare in maniera lieve sterno e costole, ma meglio dover rimanere qualche settimana a riposo che morire, penserebbe Gillo. Se il rianimatore è inesperto e non sa come praticarla, è possibile anche usare un defibrillatore, che di solito è accompagnato dalle istruzioni per usarlo.

f)    Se c’è respiro, è inutile fare la respirazione bocca a bocca; se c’è battito, non si fa il massaggio cardiaco.

g)   Se Gillo è solo svenuto e le funzioni vitali ci sono, meglio fargli ombra e chiamarlo, e cercare di svegliarlo. Se è cosciente, invece, Rufus potrà tenergli compagnia in attesa dei soccorsi (ammesso che Gillo sia fortunato e l’autore glieli faccia arrivare).

 

4. Personaggi allo spiedo

Rufus è stato sfidato in singolar tenzone per difendere l’onore di Hilda. Peccato che il suo amico Gillo, che doveva aiutarlo con l’armatura, si sia fatto scivolare una picca e la picca si sia conficcata nello stomaco di Rufus. Che fare?

a)   Se siamo in un’ambientazione non moderna (medievale, classica, preistorica) o in un luogo lontano dalla civiltà, Rufus è spacciato. Le ferite all’addome, fuori da un ospedale o senza sciamani nelle vicinanze, sono mortali. Ciao Rufus, insegna agli angeli a scrivere fanfiction piene di errori grammaticali.

b)   Chiamare subito un medico e attendere i soccorsi.

c)   Gli oggetti conficcati in un personaggio NON SI TOLGONO. Magari con la loro presenza stanno tamponando la ferita, quindi stanno evitando di far morire dissanguato il povero Rufus.

 

5. Oggi serviamo piombo caldo

Gillo si è beccato un proiettile nel braccio da Hilda per aver infilzato Rufus nella situazione numero quattro; come si toglie un proiettile da un personaggio?

a)   Ricordiamo che i proiettili nell’addome e nel torace sono mortali, fuori da un ospedale. Con un po’ di fortuna il personaggio però può resistere alcune ore, se non sono stati lesi organi vitali. Se è stata danneggiata la colonna vertebrale, c’è il rischio di paralisi dalla lesione in giù.

b)   Controllate che non ci sia un foro d’uscita: se c’è, il proiettile è già fuori. Se non c’è, è dentro.

c)   Aprire la ferita (il foro causato dal proiettile) e guardarci dentro con ottima luce: Sole, flash del telefonino, una torcia elettrica, quel che c’è.

d)   Disinfettare gli strumenti e le mani di Hilda.

e)   Come togliere il proiettile o le sue schegge, se si è rotto: si possono usare delle pinze (ci sono nei kit di pronto soccorso), o le dita. Anche il coltello è un’opzione, ma è poco pratico. Se il proiettile si è incastrato nelle ossa, può fare leva. È una buona idea anche limitarsi a bloccare il sanguinamento con il proiettile ancora in sede, e rimandare le operazioni appena si avrà la giusta strumentazione sotto mano.

f)    Disinfettare la ferita con la soluzione salina (sempre nel kit) o con acqua pulita, o con alcol. Si possono usare anche gli alcolici, l’ideale è la vodka. Il rhum, tanto caro alla tradizione piratesca, non è indicato perché troppo dolce, ma in mancanza d’altro andrà benissimo.

g)   Dopo l’operazione, vengono prescritti gli antibiotici (o le misture di erbe magiche, o quel che volete) e sarà normale un po’ di febbre. Gillo, la prossima volta evita di giocare con le picche!

h)   La febbre rischia di sfociare in setticemia e Gillo potrà morire.

 

Consigli di fondo:

Una valigetta del pronto soccorso può risolvere gran parte dei problemi, contiene tutto il necessario e le istruzioni per usare ogni strumento.

Non mettete i vostri Rufus, Gillo e Hilda in guai troppo grandi per loro! Se non volete ucciderli, create situazioni che loro possano gestire e mirate agli arti!

Non esagerate con i dettagli. Più ne scrivete, più è facile cadere in errore, e inoltre c’è il rischio che la storia diventi inutilmente prolissa, appesantendo la lettura. Un conto è dare al lettore l’idea di quello che sta succedendo, con un tocco di realismo, un altro è scrivere un trattato di medicina. Bastano due parole per far immaginare al lettore quello che descrivete, e in alternativa si possono descrivere i sentimenti e le emozioni dei protagonisti, piuttosto che le loro azioni.

Speriamo che l’articolo vi sia piaciuto e che abbiate trovato utili le pillole della Sdottoressa (che non è ancora una dottoressa, prega di specificare, ma una studentessa)! Quanto spiegato nell’articolo ha fondamenti scientifici ma don’t try this at home, limitatevi alla vostra pagina Word! Ricordiamo ai lettori che questi sono consigli, suggerimenti per rendere più realistiche le storie, ma ogni autore è libero di fare quello che vuole e torturare come meglio crede i propri personaggi.

Yellow Canadair e la Sdottoressa vi augurano buono splatter, e rimangono a disposizione per eventuali domande e approfondimenti su altri traumi, perché si sa che ci sono infiniti modi per devastare fisicamente e psicologicamente un personaggio!

Grazie per aver letto e grazie a Fanwriter.it per aver ospitato l’articolo! Ciao!

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