Come si scrive una Recensione

Oggi lascio la parola a Yellow Canadair (EFP) e al suo articolo sulla “(Spinosa) Questione Commenti“.


 

Ogni autore lo conferma: ogni recensione è oro colato.

Un lettore ha apprezzato la storia al punto da fermarsi, come ringraziamento, a scrivere qualche rigo per dire che gli è proprio piaciuta. Succede spesso, però, che il lettore non recensisca affatto, e a volte non è per cattiva volontà: semplicemente, scrivere una recensione è difficile, e scrivere una buona recensione che analizzi punto per punto una storia è ancora più ostico. Per non parlare delle recensioni negative: quelle sono ancora più complicate perché è necessario spiegare il proprio punto di vista che, per forza di cose, è differente da quello dell’autore.

Quindi, come si scrive una buona recensione?

La cosa migliore sarebbe andare per punti, per non “rimbalzare” da una parte all’altra della storia e analizzarli con calma: bastano poche righe per ognuno.

Trama. Com’è? È articolata? È ricca di colpi di scena? Oppure abbiamo appena letto una fluff, e la narrazione prosegue dolcemente senza intoppi? Oppure ci sono forzature tremende e qualche passaggio è un po’ fumoso che necessiterebbe di una spiegazione in più?

Ambientazione. Se stiamo leggendo una fanfiction su un’opera già esistente, l’autore può tranquillamente sorvolare su molte cose, mentre c’è bisogno di un approfondimento in più se la storia è originale o è un Alternative Universe. In entrambi i casi, il mondo in cui si muovono i personaggi è caratterizzato? Il lettore è riuscito a percepire che si trova su una nave, in un castello, nello spazio profondo, nel deserto? Ci sono un sacco di modi per caratterizzare un ambiente: odori, temperature, umidità, clima, colore dell’arredamento… ci è piaciuto il modo di descriverlo?

Personaggi. Nel caso della fanfiction c’è un primo, grande quesito: IC o OOC? Il carattere originale è rispettato o no? Se i personaggi sono OOC, occhio: magari l’autore l’ha segnalato nelle note. Spesso è così quando la storia si discosta molto dall’opera originale.

In linea di massima, i personaggi con una buona caratterizzazione hanno un carattere ben delineato e modi di fare particolari, e a volte sono distinguibili persino nei dialoghi (ricordate Hagrid di Harry Potter? Si capiva che era lui a parlare anche se non era specificato) per modi di dire, intercalari, inesattezze grammaticali, educazione, maleducazione, giri di parole…

I personaggi che abbiamo appena conosciuto ci hanno convinti o sembravano tutti uguali, senza una psicologia diversa per ognuno?

Grammatica. Croce e delizia. Una trama mozzafiato può essere letteralmente stroncata da un autore che non conosce la differenza tra condizionale e congiuntivo. La storia che abbiamo appena letto com’è? I periodi scorrono bene nella mente del lettore, o a volte ci siamo imbattuti in una frase lunga dieci righe il cui senso non siamo riusciti a comprendere a pieno? Gli accenti ci sono? I verbi suonavano corretti?

Sia chiaro, una svista può capitare anche ai migliori autori e la lingua italiana non è delle più semplici, ma proprio per questo una storia senza grammatica salta subito all’occhio.

Può anche succedere che l’autore non sia un novello Dante Alighieri ma la storia rispetti le regole grammaticali.

E ci sono anche casi di “artisti della penna” che facciano cantare le parole scritte.

Com’è stata trattata la lingua italiana (o qualsiasi altra lingua) nella storia appena letta? Anche questo è un punto essenziale nella recensione: un complimento al lessico fa sempre piacere agli autori!

Ricerca. A volte l’autore decide di impegnarsi e fare delle ricerche per rendere più realistici personaggi e descrizioni: molti luoghi e mestieri hanno una nomenclatura particolare che salta all’occhio perché non si tratta di parole che si usano tutti i giorni. Probabilmente l’autore si è informato molto per riuscire a rendere con tanta precisione queste particolarità, oppure è egli stesso del settore e ha deciso di “sfruttare” la sua preparazione a favore della storia. In entrambi i casi è un dettaglio importante, e fa sempre piacere che un lettore lo noti!

Situazioni delicate. Stupri. Pedofilia. Violenze psicologiche e fisiche. Castrazioni. Gravidanza. Aborto. Tumori. Ricoveri ospedalieri. Autolesionismo. Genocidi. Sono faccende delicate che non vanno sottovalutate: l’autore è stato bravo a gestirle oppure, dalla narrazione, capiamo che si è lanciato in facili stereotipi e forzature poco credibili (esempio: la vittima di uno stupro che mezz’ora dopo l’avvenimento è libera e felice a fare i cavoli suoi senza alcun pensiero? Oppure, il tumore ha la connotazione di una malattia grave o è trattata come un raffreddore da medici e pazienti?). Naturalmente il modo di “trattare” certi argomenti cambia anche in base all’ambientazione e al carattere dei personaggi.

Considerazioni personali. Qui il recensore può spaziare: ha adorato una certa battuta? Lo scriva! Ha amato il modo di agire del suo personaggio preferito? Lo scriva! L’ambientazione l’ha colpito, gli sembrava di essere lì? Lo scriva! L’arredamento di una stanza lo ha stupito? Lo scriva! La canzone scelta per il sottofondo era molto azzeccata e gli ha fatto scoprire un genere nuovo? Lo scriva! Un Nuovo Personaggio gli è piaciuto particolarmente? Lo scriva!

Stroncatura. Una bandierina neutra o rossa pesa molto all’autore: è necessario che chi recensisce analizzi molto approfonditamente le cose che l’hanno spinto a criticare, spiegando il perché del malcontento in modo oggettivo: una pessima grammatica è un dato di fatto; un OOC grave non segnalato è un dato di fatto (chiediamoci: “il personaggio in questione davvero avrebbe agito così?); uno stile a copione -contrario al regolamento di alcuni siti, tra cui EFP- è un dato di fatto.

Alcune scelte dell’autore, per quanto al lettore possano non piacere, non sono interpretabili come “punti negativi”: l’autore è del tutto libero di uccidere un personaggio o di far diventare coppia due personaggi che, secondo il lettore, insieme non ci potrebbero mai stare; può scegliere in libertà cosa fare o non fare nella sua storia, sempre che non violi le regole di alcuni siti: solo allora si può far notare lo scivolone e, in casi molto molto gravi, segnalare la storia all’amministrazione.

L’importante, nel caso di una stroncatura, è rimanere educati, non attaccare l’autore e ricordarsi che magari, dietro un nickname, c’è un dodicenne alle prime armi o qualcuno con difficoltà a scrivere. Una critica può fare miracoli, però un insulto fa molto male, e il recensore deve assolutamente rimanere nei confini della critica, senza mai attaccare l’autore. Ha sbagliato? Migliorerà, se nella recensione scriviamo i punti in cui deve impegnarsi di più. Rileggere? Leggere più libri? Controllare meglio l’opera originale? Informarsi di più sull’argomento? Possono essere consigli preziosi e non scontati.


 

E ricordate sempre:

lasciauncommento

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